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Insalate amare: utili per il fegato e l’accumulo di grassi

Insalate amare: utili per il fegato e l’accumulo di grassi

mar 11, 2013

Sotto la denominazione “indivia” rientra più di un tipo di insalata amara: la cosiddetta “insalata riccia”, ma anche la scarola e l’insalata belga (che appartiene alle cicorie ma nel linguaggio culinario viene anche detta “indivia belga”). Tutte, comunque, sono altamente depurative e detossinanti poiché agiscono soprattutto sul fegato, che nei mesi invernali può maggiormente sovraccaricarsi di scorie a causa della ridotta attività fisica, dei pasti più pesanti ma anche della permanenza prolungata in ambienti chiusi e inquinati del riscaldamento domestico.

Indivia, scarola e belga possiedono pochissime calorie (15-20 per 100g di prodotto) e contengono vitamine A e c, folati, vitamine del gruppo B e soprattutto fibra, indispensabili per facilitare il transito intestinale. Tra i Sali minerali, troviamo una buona quantità di calcio e di potassio e un buon contenuto di sodio: quindi le indivie sono diuretiche e combattono la ritenzione idrica. La medicina tradizionale cinese afferma che l’amaro, tonifica i reni e riequilibra la funzionalità della milza: abituarsi a consumare alimenti amari, dunque, smorza il desiderio di dolce, ci purifica, e ci mantiene in forma. Le indivie si possono gustare crude, e quindi occorre accertarsi che si tratti di insalate biologiche poiché le foglie sono le parti della pianta che assorbono più pesticidi. Le indivie bio sono riconoscibili dall’aspetto: infatti sono meno grosse e, spesso, un po’ più verdi.

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